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romana

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INFOMAZIONI PERSONALI

Romana Romeo
Pardubice (Republicca Ceca)
Michele Angarano
Romana Zmìtkovà (in arte Romana Romeo) è nata in Repubblica Ceca. Fin da bambina dimostra grande passione per il disegno ispirandosi al padre che, nel tempo libero dal suo lavoro di ingegnere ,realizzava piccoli oggetti artistici in legno e ceramica.. Ini
Arte in corso (BS)
realismo magico, figurativo moderno
- 5 ° premio di aquisto -Memorial Salvini Clementini, (BS) 2014
- Il premio internazionale Marco Polo Prise , Venezia (Palazzo Marin) 2015
Dal 2011 partecipa a mostre collettive e personali , conseguendo importanti riconoscimenti da parte della critica e pubblico.
Ponte San Marco (BS)
338 2961125
r.romeo.arte@gmal.com

CRITICA

Romeo Romana è una pittrice che si addentra nella realtà con un'affabulazione lirico-fantastica.Tra paesaggi sospesi in atmosfere sognanti sembra ricondurre con un sorriso ai remoti ricordi dell'infanzia.Alla porta del suo cuore bussa la nostalgia nela dolcezza di una sovità che si trasforma in cromie delicate.Ed ecco aquiloni,mongolfiere,vastità marine,alberi e cielie faciulli nella malinconia che chiama all'abbraccio d'amore.In un tempo senza tempola sua poesia sussurra orizzonti  d'emozioni in un candore d'interiore appagamento.
Prof. Giovanni Quaresmini


La poesia immaginativa che caratterizza i dipinti di Romana Romeo discende da una sincera propensione dell’artista a dare vita a un realismo di caratura fantastico-fabulistica che, sicuramente, non lascia indifferenti. Infatti, già a una prima ricognizione, le opere di questa eclettica creativa si connotano per una precisa cifra stilistica in seno alla quale si muovono figure, forme e immagini immerse in un paesaggio senza tempo, quasi fossero sospese in un’atmosfera onirica in grado di attrarre e conquistare. Tutto ciò deriva, a nostro avviso, da un preciso studio prospettico, nel quale si osserva, anzitutto, un preciso studio della profondità: il cosiddetto “punto di fuga” si pone dunque come centro e come vero e proprio perno per l’intera composizione, articolata secondo volumi e figure che si dispongono sulla tela. Tale disposizione non è affatto casuale, anzi, rivela immediatamente una intenzionalità meta-narrativa: si tratta di una sorta di autentico “racconto per immagini”, grazie al quale Romana intende emozionare senza mai risultare sterilmente affabulatoria o piattamente didascalica. Si ha, invece, l’impressione che quello attuato dalla Romeo voglia essere un racconto fatto a bassa voce, quasi silenziosamente, fatto non tanto per persuadere, quanto per avvincere secondo una soavità che non esonda nell’asfittico compiacimento che, in quanto tale, rischierebbe quasi certamente di invalidare la pregnanza di questo iter ideativo. Più efficacemente, l’artista desidera immergere chi osserva i suoi quadri in immagini di luce, o meglio in immagini di vita, attraverso una coloristica dalle tinte quasi pastellate, lontane anni luci da certi “ismi” che spesso vengono perentoriamente perseguiti in altre esperienze artistiche. Un linguaggio diretto, dunque, nel quale si muovono agilmente figure che agiscono in modo corale, mai distaccato le une dalle altre, in un continuo “dialogo” e rispetto con la natura in cui quasi sempre sono immerse. Un sensuale passo di tango, un piccolo e amabile fraticello, un solitario suonatore di liuto, una corale di giovani allievi col proprio direttore, queste e tante altre scene sono al centro di lavori ammantati da un gusto sobrio ed elegante che la pittrice dipana con un tocco inconfondibile. Da osservare sono, parimenti, quei rapporti fra interno ed esterno che Romana pone in essere, dipingendo eleganti figure in un interno che però non risulta claustrofobicamente chiuso: in esso si trova quasi sempre un’apertura ampia, sia essa una finestra, un poggio o una balconata, dal quale si gode una vista che porta a spaziare fino a un orizzonte lontanissimo. Questo modus operandi non è sicuramente frutto del caso, ma sicuramente da una predisposizione della Romeo verso quella prossimità affettiva verso il prossimo che le appartiene e che vuole espressamente veicolare anche attraverso i suoi dipinti. D’altra parte, la “fedeltà” a sé stessi è uno dei motivi ricorrenti nella storia delle Beaux-Arts, e più un artista lo è maggiore è il risultato complessivo dei suoi lavori, specie quelli dove la vita viene rappresentata – come nel caso di questa autrice – secondo una ispirazione sincera e cristallina. Da ultimo va osservato che la sua arte discende da una linea sicura grazie alla quale essa riesce a cogliere l’essenzialità del soggetto senza semplificarlo, offrendo così l’opportunità di guardare dentro e oltre quello che le palesano le tinte.
Dott. Simone Fappanni

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